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Scarponi 3 :Anello Bosco San Antuono , sentiero del cisto , Oasi wwf , monte Sant'Elia, bosco Caracciolo

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Author

Trail stats

Distance
5.87 mi
Elevation gain
348 ft
Technical difficulty
Moderate
Elevation loss
348 ft
Max elevation
1,469 ft
TrailRank 
50
Min elevation
1,210 ft
Trail type
Loop
Moving time
2 hours 5 minutes
Time
2 hours 27 minutes
Coordinates
1608
Uploaded
August 24, 2021
Recorded
August 2021
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near Mottola, Puglia (Italia)

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Itinerary description

Il complesso boscato di circa 520 ettari di proprietà comunale, attraversato dalla strada provinciale n.36 Mottola-Martina Franca, si snoda in dolci collinette dalla morfologia poco accidentata tra i 450 ed i 400 m. s.l.m. in direzione N-SW su un vasto altopiano del gradino murgiano, che poi degrada rapidamente ai 300 metri di quota verso il territorio di Massafra.

Dal punto di vista geologico il pianoro boscato è ricoperto di sedimenti del Pliocene e del Pleistocene, cui fanno seguito i terreni del Cretaceo della Murgia Alta che culminano, al confine con il territorio di Massafra, in una scarpata di faglia incisa dall’azione delle acque, che forma una gravina ad andamento N-SW che forse si è sviluppata in una preesistente linea di frattura di natura tettonica, a seguito dell’azione erosiva delle acque, detta la gravina di Corneto.

Il bosco di Sant’Antuono occupa la sottozona media e fredda del Lauretum a siccità estiva. Le precipitazioni idriche sono concentrate nel periodo autunnale ed invernale, con una media di 700 mm. annui.

Questo bosco è posto in un’area di transizione che in pochi kmq mostra e riassume tutte le espressioni del territorio murgese, dal bosco di Fragno alle gravine, con tutte le forme intermedie di passaggio dall’una all’altra cenosi. Così è presente il bosco mesofilo (che abbisogna di un certo grado di umidità media) a Fragno e Roverella; il bosco mesofilo a Leccio, Roverella e Fragno; il bosco e boscaglia a Leccio e macchia a Pino d’Aleppo; la macchia-gariga xerofila (arida) a Pino d’Aleppo.

Il bosco a Fragno e Roverella si sviluppa su terreno tufaceo, metri 430 s.l.m. Il querceto di caducifoglie presenta nel sottobosco prevalentemente le seguenti varietà arbustive ed erbacee: il Perastro (Pirus communis var. amygdaliformis), il Biancospino (Crataegus oxyacantha var. monogyna), l’Oleastro (Olea sylvestris), il Prugnolo (Prunus spinosa), il Terebinto (Pistacia therebintus), il Lentisco (Pistacia lentiscus), il Prunello (Rhamnus saxatilis), Rhamnus catharticus, il Pungitopo (Ruscus aculeatus), l’Asparago (Asparagus acutifolius), la. Fillirea (Phyllirea media), il Cisto marino (Cistus monspeliensis).
Il bosco mesofilo a Leccio, Roverella e Fragno, che si stende tra i 400 ed i 360 mt. s.l.m., è legato alla formazione calcarea del tipo a dolomia grigio scura. Nel sottobosco ritroviamo soprattutto Fraxinus ornus, Phillirea angustifolia, la Fillirea (Phillyrea media), l’Alaterno (Rhamnus alaternus), il Terebinto (Pistacia therebintus), il Lentisco, il Cisto rosso (Cistus incanus), Rosa agrestis.

Più in basso, tra i 360-320 m. s.l.m., troviamo il bosco e boscaglia a Leccio e macchia a Pino d’Aleppo. Riducendosi le condizioni di umidità del bosco, questa zona presenta un aspetto diverso dalla foresta di caducifoglie, accogliendo parecchie specie della originaria foresta sempreverde e della macchia mediterranea xerofila. Sono presenti grossi cespugli di Corbezzolo (Arbutus unedo), Phillirea angustifolia, la Fillirea, Viburnum tinus, il Lentisco; si affermano le specie lianiformi quali Smilax aspera, Tamus communis, Lonicera implexa, Rubus canescens, Rubus ulmifolius, Clematis flammula, Rubia peregrina. Altre piante ampiamente presenti nel sottobosco sono il Pungitopo (Ruscus aculeatus), i cisti (Cistus monspeliensis, Cistus salvifolius), il Rosmarino (Rosmarinus officinalis), il Ginepro coccolone (Juniperus oxycedrus).

A quote ancora più basse, presso la gravina di Corneto, si afferma la macchia-gariga a Pinus halepensis: leccio e pino d’Aleppo in forma cespugliosa, il Lentisco, il Mirto (Mirtus communis), il Rosmarino(Rosmarinus officinalis), Daphne gnidium, il Timo (Timus capitatus), Crataegus monogyna, il Salvione giallo (Phlomis fruticosa), Prunus spinosa. Nella gravina di Corneto – che prende il nome dal Corniolo (Cornus mas), raro nelle Murge, qui presente in forma di arbusto o piccolo albero – ritroviamo anche alcuni arbusti di Acero minore (Acer monspessulanum) e di Albero di Giuda (Cercis siliquastrum). I versanti della gravina sono ricoperti da una fitta lecceta.

All’interno del bosco, nei pressi della S.P. n.36, lungo un tratturo che porta alla gravina di Corneto si può osservare una grande cisterna per la raccolta delle acque piovane, recentemente restaurata. I restauri hanno interessato a poche centinaia di metri anche la “lamia” – caratteristica costruzione in pietra calcarea utilizzata quale rifugio di pastori e cacciatori, nonchè come alloggiamento di distaccamenti della Guardia Nazionale nel periodo del brigantaggio – realizzata nel 1848 ed ingrandita nel 1934.

Alle quote più alte delle colline di Massafra, in posizione estremamente panoramica e dominante, insiste Monte Sant’Elia.

Dai suoi 450 metri la visuale abbraccia la parte cuore del Parco Terra delle Gravine, da Crispiano a Mottola, comprendendo Massafra, sino all’intero Golfo di Taranto. Nelle giornate terse, da Monte Sant’Elia, è possibile distinguere chiaramente i profili del massiccio del Pollino e della Sila.

Monte Sant’Elia, ricoperto dal Bosco Caracciolo, è di proprietà del WWF Italia, ed è frutto di una donazione fatta dalla Comunità dell’Arca allo stesso WWF con l’impegno di farne un luogo dell’accoglienza e della non violenza, principi a cui è ispirata la Comunità, e di svolgere azioni di conservazione della natura e della biodiversità.

Dagli anni ‘90 del Novecento Monte Sant’Elia è Oasi WWF ed è gestita dalla locale associazione di volontariato WWF Trulli e Gravine attraverso iniziative a carattere divulgativo scientifiche e di educazione ambientale. Nell’ambito dell’Oasi insiste anche Masseria Monte Sant’Elia, i cui locali sono destinati, attraverso recenti lavori di restauro, ad accogliere i visitatori del Parco Terra delle Gravine.
Il Bosco Caracciolo è un bosco di leccio e macchia mediterranea, quest’ultima costituita da lentisco, fillirea, ginepro coccolone, corbezzolo, cisto di Montpellier e cisto rosso. Sulla roccia nuda cresce l’euforbia spinosa che forma veri e propri cuscinetti dall’intenso odore di miele per la fioritura che avviene ai primi di aprile e il timo arbustivo che si impreziosisce di fiori lilla in piena estate.

Le radure tra la macchia si arricchiscono di abbondanti fioriture di orchidee selvatiche, dalla Barlia robertiana, già a fine febbraio, alla Serapias vomeracea a metà maggio, alla Spiranthes spiralis, unica orchidea a fioritura autunnale nel Parco Terra delle Gravine. In primavera è possibile ammirare le delicate fioriture del ciclamino primaverile, decisamente localizzato nel comprensorio del Parco Terra delle Gravine.

La fauna dell’Oasi comprende varie specie tra cui lupo appenninico, di recente comparso nel territorio del Parco delle Gravine, tasso, cinghiale, volpe, faina e donnola. Tra i serpenti si annoverano cervone, colubro leopardino, biacco, vipera, quest’ultimo unico serpente velenoso in Puglia, mentre altri rettili sono testuggine di Hermann, specie ad elevato rischio di estinzione, ramarro occidentale, dalla livrea verde brillante, e geco di Kotschy, di origine balcanica.

Waypoints

PictographPhoto Altitude 1,353 ft

Foto

PictographIntersection Altitude 1,265 ft

Intersezione

PictographIntersection Altitude 1,282 ft

Intersezione

PictographIntersection Altitude 1,293 ft

Intersezione

PictographIntersection Altitude 1,269 ft

Intersezione

PictographPhoto Altitude 1,270 ft
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PictographPhoto Altitude 1,244 ft
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PictographPhoto Altitude 1,247 ft
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PictographPhoto Altitude 1,291 ft
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PictographPhoto Altitude 1,297 ft
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PictographPhoto Altitude 1,299 ft
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PictographPhoto Altitude 1,303 ft
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PictographIntersection Altitude 1,329 ft

Intersezione

PictographSummit Altitude 1,460 ft
Photo ofVetta

Vetta

PictographIntersection Altitude 1,466 ft

Intersezione

PictographIntersection Altitude 1,461 ft

Ciclamino

Seguire sentiero del ciclamino

PictographIntersection Altitude 1,378 ft

San antuono

Seguire indicazioni bosco San antuono

PictographIntersection Altitude 1,355 ft

Intersezione

Seguire la sinistra

PictographPhoto Altitude 1,345 ft

Foto

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